Once upon a time #1: Elba
Eccoci a rievocare la prima vacanza fatta l’anno scorso con i remainers, a pochi mesi dalla loro fondazione. Vi ricorderete tutti le mirabolanti avventure in campeggio all’Elba. Ma è bene dare una rinfrescata con gli occhi di un maturato…
Paolo con la patente appena presa e una pandina stracarica di bagagli e scomode nonché inguardabili persone (io e gianfi), seguito da due 125 con sopra quattro lestofanti e una pentola portata a mano da colui che dopo un giorno sarebbe diventato il Meshuga, si avvicinano agli imbarchi del traghetto non sapendo quello che li attende al di là del mare. Una settimana nella bidonville da loro stessi creata dopo mezz’ora dall’accampamento, una settimana di tante risate, di tante bevute e di troppe cazzate.Fu in quella vacanza che si istituì il “man of the day” e il “man of the holiday”, premio vinto nella sua prima edizione, quella dell’Elba appunto, da PTZ e per il quale il Mezzuga avrebbe tirato fuori le sue perle migliori nelle vacanze avvenire. Paolo piazzò subito un’uscita da vero Remainer portando una tenda che non sapeva montare e di cui non aveva le istruzioni, se non la figura sulla scatola, e costringendomi a dormire in una sorta di sacchetto della spazzatura col Meshuga.Come non citare il Bomber che perde il portafoglio con 350€ dentro, che si era rifiutato di metterli nella cassetta di sicurezza come avevamo fatto tutti, sentenziando: “I miei soldi sono sicuri sotto al mio culo”. Per poi farsi telefonare a casa dai Carabinieri di Portoferraio dopo che il signor Sauro Calafuri (…che Luca non conosce…) lo aveva riportato intatto alla caserma. Portafoglio perso la sera che siamo andati belli mezzi al Club 64 dopo aver speso 67 euro all’Irish Pub e vagato un po’ per il porto.È stata una gita in cui abbiamo imparato e collaudato le tecniche per rompere le palle alla gente. Siano campeggiatori che alle 2 di notte vogliono dormire, proprietari del campeggio che sperano di tenere pulito in giro, donnine che portano il loro “toporagno” al guinzaglio, commesse nei minimarket dove si vende il vino del Duce, spettatori dei fuochi d’artificio in onore del patrono di Marina di Campo, il noto “San Giuseppe con gli stivali” che si sono sentiti riversare addosso una serie di bestemmie tanto che “cadevano angeli da tutte le parti”, bagnanti a Fetovaia (e le flatulenze di qualcuno…), vecchietti mafiosi usciti da trent’anni di galera… insomma nessuno è rimasto indenne al passaggio dei Remainers.Impossibile negare che sette giorni di convivenza in pochi metri e in condizioni assai poco confortevoli, quasi inumane se vogliamo, avessero portato i più (io, bomber, gianfi, luca, meshuga) ad un livello di sopportazione reciproca alquanto bassino e quando ciccio e ptz dicevano: “Dai però siamo stati bene”, la risposta non poteva che essere: “Stati bene un cazzo!” Forse è l’anno passato e le amicizie consolidate, forse sono gli ettolitri di alcol scorsi nel sangue in questo tempo o i cinque+quattro giorni ad Amsterdam passati quest’estate, ma possiamo dirlo: “però in fondo s’è fatto le risate”.
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